Il primo cosmetico della storia

L’olio di oliva Omphacion, il primo cosmetico della storia

L’Omphacion, il primo cosmetico della storia, è l’estratto di olive acerbe, per millenni considerato preziosissimo unguento antirughe e usato come base dei più pregiati prodotti cosmetici. Viene spesso definito anche “Omphacium”.

Si sa, le popolazioni antiche sono per noi, genti del III millennio, una miniera di preziose tradizioni ed usanze anche in ambito cosmetico.

La grandezza delle antiche tradizioni cosmetiche sta, principalmente, nella profonda conoscenza della natura e delle eccezionali sostanze e materie prime che essa fornisce. I prodotti naturali sono per definizione genuini, non alterati nella loro composizione e vantano un alto livello di compatibilità con la pelle umana.

Una di queste materie prime, forse la più diffusa nel mondo cosmetico antico, è l’olio di oliva, che è stato il primo cosmetico della storia.

Non a caso, oggi conosciamo i tanti benefici dell’olio di oliva sulla pelle: la straordinaria affinità con il sebo cutaneo, di cui modula la produzione; la capacità di nutrire a fondo la pelle; la costituzione ed il rafforzamento delle barriere cutanee; il mantenimento dell’idratazione della pelle; e la potente azione antiossidante.

Dove nasce l’Omphacion e perché è il primo tra le antiche tradizioni cosmetiche?

Le prime tracce storiche di utilizzo dell’olio di oliva nella cosmesi risalgono all’antico Egitto, in particolare al papiro di Ebers (1550 a.C.), che descrive la formulazione di un unguento antirughe naturale a base, appunto, di olio di oliva. Probabilmente il più antico antirughe della storia dell’umanità. Celebre anche la pratica cosmetica di Cleopatra (I secolo a.C.), che prevedeva un ampio uso dell’olio di oliva. In effetti, tra i benefici, oltre la riduzione rughe, vi era anche una pelle idratata ed elastica (come confermato da recenti test clinici). Nei secoli a venire vi sono tracce di un vasto utilizzo cosmetico dell’olio di oliva in tutto il bacino del mediterraneo, in Siria, in Fenicia, a Creta, in Mesopotamia ed anche in Palestina.

I Greci ne fecero largo uso nel massaggio termico, per ristorare il corpo dopo le grandi fatiche e curare la pelle. Presso i Greci è anche documentato un utilizzo diffuso dell’olio omphacion nelle funzioni sacre. Furono proprio i Greci a dare il nome “Omphacion” (o Omphacium) per l’olio acerbo ricco di antiossidanti, la cui memoria è poi sopravvissuta fino ai nostri giorni.

I Romani, invece, utilizzavano l’olio ricavato da olive acerbe per i “bagni di bellezza”, sfruttandone le proprietà antiossidanti, emollienti ed idratanti sulla pelle (sulle proprietà idratanti dell’olio di oliva vedi questo articolo). Ancora i Romani lo utilizzarono come lenitivo per le irritazioni, per la pelle secca e per le ustioni.

Insomma, già da migliaia di anni conosciamo molto bene quali sono i benefici dell’olio di oliva sulla pelle.

Come si produce l’omphacium e perché è un antirughe naturale?

L’oliva è un frutto estremamente ricco di antiossidanti e di sostanze eccezionalmente benefiche, ma è anche molto delicato. Infatti, a mano a mano che la drupa matura, entrano in funzione alcuni enzimi (lipasi e lipossidasi) che provocano l’irrancidimento e l’inacidimento dell’olio contenuto. Pertanto, durante la stagione olearia, prima si interviene con l’estrazione dell’olio e più alta sarà la qualità.

In particolare, le fasi di maturazione dell’oliva sono:

  • Fase acerba
  • Fase erbacea
  • Fase dell’invaiatura
  • Fase matura
  • Fase sovra matura

Per dare un’idea al lettore, nella fase dell’invaiatura si produce un olio extravergine da tavola molto buono. Alcuni produttori italiani, che puntano sulla qualità, moliscono nella fase erbacea, producendo un olio molto profumato, dal sapore intenso ed un po’ amaro e, soprattutto, ricchissimo di polifenoli e tocoferoli.

Ma le antiche civiltà avevano intuito qualcosa in più! Gli antichi Greci e gli Antichi Romani, infatti, raccoglievano le olive ancora prima… nella fase acerba (tecnicamente: allegagione), ottenendo così l’omphacium, un super concentrato di antiossidanti e di sostanze benefiche che usavano a fini cosmetici. Un vero e proprio antirughe naturale!

L’Omphacion (o omphacium) era pertanto costosissimo, in quanto la resa delle olive nella fase acerba è circa 1/7 rispetto alla fase dell’invaiatura (per ottenere 30ml di olio Omphacion, noi che l’abbiamo fatto, possiamo dirvi che bisogna molire oltre 3 kg di olive!). Tuttavia, a fronte di un prezzo alto della pregiata materia prima, nell’Omphacion gli antiossidanti e le sostanze benefiche dell’olio si moltiplicano, facendone un vero e proprio elisir per la pelle, considerato il miglior cosmetico della storia antica.

Ecco perché le antiche civiltà ne facevano un uso così generoso!

Infatti, l’Omphacion non solo era usato in purezza come elisir anti-aging, essendo un antirughe viso naturale, ma fungeva anche da base per unguenti e profumi di alta qualità.

Diversi autori del passato ci hanno tramandato preziose informazioni sull’olio omphacion e sulle sue qualità cosmetiche ed antiossidanti, ma molti hanno anche riportato notizie sull’uso medicale di questo particolare prodotto.

Ippocrate, ad esempio, utilizzava l’omphacion anche per curare alcune patologie e per mitigarne i sintomi. E così anche Galeno e Teofrasto, che lo utilizzavano per contrastare febbri, alopecia, dolori fisici, mal di stomaco e molti altri sintomi.

Ma allora perché questa tradizione è andata perduta?

La tradizione dell’Omphacion, e tutta la cosmesi in generale, ha subito una grossa battuta d’arresto nel Medio Evo, quando la cultura cattolica, allora egemone, ha condannato aspramente la cura del corpo.

Nel ‘600 si è stato riscoperto l’utilizzo dell’olio d’oliva per la cura del corpo (vedi ad esempio i “Secreti” di Isabella Cortese), ma ormai la pratica di estrarre l’olio dalle olive acerbe era stata completamente dimenticata.

Nel ‘900 poi, specialmente nella seconda metà, il fiorire dell’industria chimica ha incentivato nel settore cosmetico la cultura del sintetico, sostituendo così le basi oleose con sostanze, appunto, sintetiche.

Certo! – starete pensando – i prodotti cosmetici usciti dal laboratorio o, per usare un’espressione alchemica, dalla storta dell’alambicco, hanno una complessità ed un’efficacia anche maggiore rispetto ai prodotti naturali!

QUESTO PERÒ NON È NECESSARIAMENTE VERO!

In primo luogo, le basi sintetiche utilizzate oggi perdono di compatibilità con il nostro organismo e spesso ne alterano equilibri e funzioni.

In secondo luogo, molti composti ad oggi utilizzati in cosmesi (per fare un esempio tra le centinaia: i saponi acidi) alterano l’equilibrio della pelle e provocano reazioni indesiderate sia a breve che a lungo termine.

Inoltre, diversi prodotti sintetici portano con loro una certa dose di sostanze NON dermo-compatibili (come le paraffine ed i petrolati) e di metalli pesanti, che accumulandosi nella pelle ne accelerano addirittura l’invecchiamento.

Quindi non vanno bene i prodotti di laboratorio?

Come in tutte le cose, in medio stat virtus! La ricerca moderna è giunta a traguardi eccezionali, anche nel mondo della cosmesi. E sarebbe un vero peccato non approfittare degli innumerevoli vantaggi. Oggi, ad esempio, è possibile addizionare degli ingredienti naturali con vitamine e minerali, si possono creare in laboratorio dei peptidi (catene di aminoacidi) antirughe o che stimolano il collagene, e così via. Bisogna tuttavia fare attenzione alle sostanze indesiderate (come gli SLES) o irritanti (siliconi) che spesso troviamo nelle creme.

Quali sono i cosmetici migliori?

Facendo un analisi a 360 gradi del panorama cosmetico, la conclusione per noi più ovvia è che i prodotti migliori per prendersi cura della propria pelle siano quelli che adottano delle basi naturali, come l’olio di oliva, che è di per sé un potentissimo antiaging, e che vengono poi ingegnerizzati e potenziati grazie a dei processi di laboratorio che non alterano la struttura dell’ingrediente principale e non aggiungono sostanze palesemente o occultamente dannose.

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